GIANBERRA

Visita il sito dedicato all'INFORMALE BAROCCO  www.gian-berra.org   

 

Home
galleria
biografia
referenze
racconti
poesie
barocco informale
radici
sciamanesimo
totem
saggi selvaggi
madre natura

 

Benvenuti nel sito di Gian Berra                      gianberra@hotmail.com  

  Tutte le opere esposte a segusino, dicembre 2008 visibili presso Picasa:

    Picasa Web Album - gian berra - Gian Berra, opere della mostra a Segusino, dicembre 2008

SEGUSINO  -  Tradizionale festività di s. Lucia -  DICEMBRE  2008

INCONTRI D’ARTE presso la sala “zancaner” - Piazza luciani

 MOSTRA PERSONALE D’ARTE DEL MAESTRO

GIAN BERRA                                                      

Con la presentazione del suo nuovo romanzo: “ Wasere, cuore di drago “

 

“Come eravamo cento anni fa? La fantasia e l’amore di Gian Berra

per i luoghi in cui è nato trovano occasione di presentare una realtà

umana sempre alla ricerca delle proprie radici dimenticate. Una vicenda

 struggente e

 barocca riporta alla mente e al cuore i valori umani persi per strada.

Segusino, anno 1906, è il palcoscenico dove la vita e gli eventi sembrano

assomigliare così tanto a quelli dei nostri giorni: gli eroi più grandi

 sono quelli che non si vedono né si ricordano. E’ la gente comune

 che conserva con tenacia ed orgoglio il proprio valore”

 

INAUGURAZIONE: sabato 13 dicembre 2008, alle ore 17.30

  Con la presenza dell’artista.

 

La mostra continuerà sino a domenica 21 dicembre 2008

Orari di apertura: Sabato e festivi: mattino 10-12, pomeriggio 16-19

                             Feriali: pomeriggio 16-19

 

    

 

 TUTTE LE OPERE INFORMALI esposte a Conegliano in ottobre 2008 SONO VISIBILI ONLINE SU:

http://picasaweb.google.com/gian.berra/INFORMALEBAROCCO_GIANBERRA_MostraAConegliano_4Ottobre2008#

 

Conferenza sulla creatività   Conferenza di Gian Berra, la pratica quotidiana del fare creativo

 

Il corso pratico di pittura   Quattordici anni di Corso pratico di Pittura tenuto da Gian Berra dal 1993

                          

    CAOS BAROCCO... Il nuovo libro di poesie e racconti di Gian Berra scaricabile GRATIS da

                                                  

      Primo capitolo del romanzo WASERE-cuore di drago, romanzo di Gian Berra ... da scaricare GRATIS

      Menola e il morer di gianberra.pdf      Un racconto di gian berra sul mistero della vita 

       gian-berra.pdf       Catalogo di gian berra in occasione dell'Artefiera di Padova 2007      

 

English Version

Gian Berra: un artista nativo di terra veneta.

Ogni terra da i propri frutti. Essi sono i suoi figli. Si nutrono di essa, respirano la sua aria e bevono la sua acqua. La vita germoglia e non chiede che di vivere.
Non ci sono dei perché. La vita si manifesta con potenzialità creative inaspettate ed imprevedibili. E l’artista è il Jolly che ogni volta rimescola le carte e propone infinite possibilità mai prevedibili.
Gian Berra festeggia oggi i suoi primi 35 anni di pittura. Un ‘artista a tempo pieno che da giovane ha girato un po’ il mondo e poi è tornato a respirare l’aria di casa con una serie di esperienze che gli ha permesso di confrontare tante situazioni umane.
Gian Berra è un artista perennemente in contatto con ciò che vive. Lo affascinano le identità nascoste nei propri simili. Essi nascondono i loro lati migliori dietro apparenze; comportamenti che rivelano in continuo la ricchezza di ognuno. L’artista vede questa ricchezza e la rende palese a tutti.
La natura che ci sta attorno, che ci alimenta ma che anche ci mette alla prova, è piena di segni e linguaggi speciali che è così facile raccogliere. Gian Berra nota toni di luce, forme, personaggi e con emozione libera li rende concreti. Da una forma al linguaggio della vita.
La sensibilità all’essenza delle altre coscienze è un dono speciale, ma scomodo.
L’artista vive il suo ruolo con dispetto. Vede, sente una realtà allargata. Si cruccia perché altri non la notano. E non ne può fare a meno. Quello è il suo ruolo. E’ l’unico modo per essere totalmente sé stesso. E’ il suo scomodo tesoro.
Vive la vita con infinito entusiasmo: la vita è troppo bella, meravigliosa, sfaccettata come una gemma. Come volgere lo sguardo altrove?
Gian Berra vive l’emozione di vivere. E vorrebbe, da vero egoista, che anche tutti gli altri lo facessero. Da questo punto di vista è un gran illuso, ma i suoi quadri parlano anche a tutti quelli che alla meraviglia per la vita, non ci pensavano più.

35 anni di attività artistica.

Quante mostre in 35 anni! Gian Berra è un autodidatta, anche se nel 1980 ha frequentato per un po’ l’Accademia di Belle Arti di Venezia.
Ma perché ci eri andato?
- Era per vedere cosa si faceva là. Io da anni già dipingevo, ma mi era venuta la curiosità di vedere, sentire. Sono un gran curioso per natura. Parlai con Emilio Vedova che insegnava in quella scuola. Rimasi deluso dei quell’ambiente. E me ne tornai in collina.
- E le mostre?
- Ho iniziato quando il boom dell’arte era già finito. A metà degli anni ’70 gran parte del mercato era finito. Nessuno a cui rivolgermi per un consiglio. Così mi inventai tutto. Autodidatta sino in fondo. Mi bastava poter vivere libero di “fare arte” e possibilmente non fare debiti. E quando mi sentivo sconsolato me ne andavo a passeggiare sulle ghiaie del Piave.
Di mostre Gian Berra ne ha organizzate davvero tante. Quasi sempre spazi pubblici o luoghi anche di fortuna. Finché nel 1990 gli viene l’idea di provare a raccogliere amici intorno a sé. Fonda l’Associazione Culturale La Criola con lo scopo di creare un gruppo di persone sensibili all’arte. Insieme a loro organizza mostre collettive.
Nel 1993 lancia un “ Corso pratico di pittura” rivolto a tutti quelli che sentono di provare la magia del dipingere. E’ un sucessone. Ma anche una grande responsabilità che stanca, ma riempie di soddisfazione.

- Oggi siamo nel 1996, come va il corso?
- Quest’anno mi sono preso una pausa, un poco di respiro per pensare a nuove cose.
- E il bilancio di 14 anni di corso?
- Ho tentato di contare le persone “allievi” del corso, e dovrebbero essere almeno 900. Quasi non mi sembra possibile…
- E le “nuove cose”?
- Sto entrando in una fase nuova della mia vita. Per chi vive l’arte è un’esigenza interiore agire sempre con spontaneità. Ascoltare il proprio interiore e seguire l’intuizione. Sono sensazioni, emozioni che cercano nuove vie con cui giocare alla vita. Sento di dover elaborare un nuovo linguaggio pittorico. Una tecnica alternativa a quella che già opero. Sono sempre stato un “espressionista alla veneta”. Un romantico agreste, sognatore di atmosfere arcaiche. Ma comunque ben vive tuttora... Ma dieci anni fa iniziai a scendere più in profondità. Mi lasciai andare ad uno stile più informale, una ricerca che ho tenuto per me. Sinora non ho mai esposto questi lavori.
- Desideri cambiare stile?
- No davvero. Ma sento che questi lavori siano maturi per essere proposti al pubblico in alternativa agli altri. Semplicemente lascio che una parte nascosta di me si riveli. Sarà questa profondità a dire la sua. E io la lascerò libera di giocare.
- Ha un nome questa subpersonalità pittorica?
- Di certo ha un nome, il mio. Sono sempre io, solo che ora lo rivelo al di fuori di me. Una pittura senza forma. Non direttamente leggibile. Un messaggio da ciò che è nascosto dentro l’intima essenza di ciascuno. Espresso con un linguaggio leggibile solo con sensazioni ed emozioni. Come si fa da bambini.
- Un linguaggio degli Archetipi?
- Mah, forse qualcosa ancora più profondo…Gli Archetipi forse hanno bisogno di una forma fissa o quasi, ma leggibile in ogni cultura. Ad uno stato primordiale non ci sono nemmeno le immagini.
- Allora proponi un informale?
- Qualcosa di più. Viviamo in una civiltà che continuamente reinventa sé stessa anche se sembra abbia uno schema fisso. Viviamo in perenne “decadenza”; ma ogni decadenza è in realtà è una rinascita. E lo sappiamo tutti. Alla fine del 1700 era la stessa cosa e lo stile barocco ne è la prova. Barocco significa mettere un ricciolo compiaciuto al proprio cambiamento. Vivere con gusto la propria impermanenza…
- Un “ informale barocco”
- Bravo! Ecco il nome: Informale Barocco di Gian Berra.
 

gianberra@hotmail.com

 

English Version


Gian Berra:a native earth artist veneta.

Every earth from the own fruits.They are its sons.Nutrono of it, they breathe its air and they drink its water.The life sprouts and it does not ask that for living.
Not there are of because.The manifest life with unexpected and unforeseeable creative potentialities.And the artist is the Jolly that every time rimescola the papers and proposes infinite never expectable possibilities.
Gian Berra celebrates its today first 35 painting years.` an artist to full time that gives young person has turned po' a world and then she is returned to breathe the air of house with a series of experiences that has allowed it to confront many human situations.
Gian Berra is an artist perennially in contact with that it lives.They fascinate the own identities hidden in the similar ones.They hide their better sides behind appearances;behaviors that reveal in continuous the wealth of everyone.The artist sees this wealth and she renders it evident to all.
The nature that is round, than feeds to us but that also it puts us to the test, it is full of special signs and languages that are therefore easy to collect.Gian famous Berra tones of light, shapes, personages and with free emotion renders them realizes.From a shape to the language of the life.
The sensibility to the essence of the other consciences is a special gift, but scomodo.
The artist alive its role with dispetto.He sees, feels one increased truth.Cruccia because others do not notice it.And he cannot any make less.That one is its role.E' the only way for being totally same himself.E' its scomodo treasure.
The life with infinite enthusiasm lives:the life is too much beautiful, wonderful, sfaccettata like one gem.Like turning the look elsewhere
Gian Berra alive the emotion of living.And it would want, from true egoist, than also all the others made it.From this point of view a large one is deceived, but its pictures speak also to all those that to the wonder for the life, did not think more to us.

35 years of artistic activity.

How many extensions in 35 years!Gian Berra is a self-taught, even if in 1980 it has attended for po' an Academy of Fine Arts of Venice.
But because you had gone to us
- It was in order to see what was made here.I from years already painted, but the curiosity had come me to see, to feel.They are a great onlooker by nature.I spoke with Emilio Vedova who taught in that school.I remained disappointed of the that atmosphere.And me I returned some in hill.
- And the extensions
- I have begun when the boom of the art already was ended.To half of 70 years ' great part of the market was ended.Nobody to which turning me for a council.Therefore I invented myself all.Self-taught until in bottom.He was enough to me to be able living free "to make art" and not to possibly make debits.And when I felt disconsolate me of I went to take a walk on gravels of the Piave.
Of extensions Gian Berra of it it has organized indeed many.Nearly always you space publics or places also R-di.fortuna.Until in 1990 it the idea comes to try to collect friends around to himself.I found the Cultural Association the Criola with the scope to create a group of sensitive persons to the art.With to they it organizes collective extensions.
In the 1993 nozzle a "practical painting Course" turned to all those that feel to try the magic of painting.E' a sucessone.But also a great responsibility that tired, but fills up of satisfaction.

- Today we are in 1996, like goes the course
- This year they are taken one pause to me, little of breath in order to think next to new things.
- And the budget of 14 years of course
- I have tried to count the persons "students" of the course, and would have to be at least 900.Nearly me it does not seem possible…
- And the "new things"
- I am entering in one new phase of my life.For who it lives the art is an inner requirement to always act with spontaneità.To listen to the just inner one and to follow the intuition.They are feelings, emotions that try new ways with which playing to the life.I feel of having to elaborate a new pittorico language.One technical alternative to that already I operate.Always they have been a "espressionista to the veneta".A agreste romantico, archaic atmosphere dreamer.But however very it lives still…But ten years ago I began to come down more in depth.I let to go to a more informal style, a search that I have held for me.Up to now I have not never exposed these jobs.
- Desires to change style
- Not indeed.But I feel that these jobs are mature for being proposals to the public in alternative to the others.Simply I leave that a hidden part of me is revealed.It will be this depth to say its.And I free it lascerò to play.
- This pittorica subpersonalità has a name
- Of sure it has a name, mine.They are always I, that hour I only reveal it to outside of me.One painting without shape.Not directly leggibile.A message from that it is hidden within the intimate essence of everyone.Expressed with a leggibile language only with feelings and emotions.Like it is made from children.
- A language of the Archetypes
- Perhaps perhaps Mah, something deeper anchor… the Archetypes has need of a shape fixed or, but nearly leggibile in every culture.To one be primordiale not there are not even the images.
- Then you propose an informal one
- Something more.We live in a civilization that continuously reinventa same himself even if seems has one fixed outline.We live in perennial "forfeiture";but every forfeiture is in truth is one rebirth.And we know all to it.To the end of 1700 it was the same thing and the baroque style of is the test.Baroque means to put a ricciolo compiaciuto to just the change.Living with taste the own impermanenza…
- A "informal baroque"
- Bravo!Here the name:Informal Baroque of Gian Berra.

gianberra@hotmail.com

 

 

Saggi critici recenti...

Come un bambino?

Lo sguardo di un bimbo incantato: La pittura di gian Berra.
Gi ultimi quadri esposti non smentiscono la natura senza tempo del sentire di Gian Berra. la sua infanzia ritorna con i colori e le forme digerite da quando da bambino passava le estati nelle pedemontana veneta. Inutile tentare di dare contenuti astrusi ed artificiali alla sua arte. Gian berra c'è. E' reale e dissacrante nella sua ingenuità.
Come un pezzo di natura che si ripropone perchè scontata, immutabile, nuda.
Eppure incantevole e beffarda come ogni cosa che si pensava sorpassata. La sua realtà è cruda come l'ovvietà di ciò che esiste. Eppure sa affascinare perchè sincera. Gian Berra davvero ci crede a ciò che dipinge. La sua illusione sa di esserlo, ma non ne può fare a meno, in quanto innamorata.
Anche il colore non ha schemi: a volte teso e vaporoso, a volte spesso e deciso. Quasi irriverente. Ma sempre presente con infinite sfumature che rendono vaga l'idea. Quasi che il pittore chieda all'osservatore di fare un po' di fatica ulteriore ed entrare con forza nel quadro. A parlare con lui.
Gian berra chiede un dialogo. ma lo fa con la sua regola: avere il coraggio di gettarsi nel sogno ad occhi aperti.
E il sogno è più che reale.

Romano Finzi B. critico d'arte anno 2000




2

L'incanto di uno svolazzo. Gian Berra a Villa benzi 2001


Mi fi regalato un suo quadro alcuni anni fa. Non ricordo in che occasione. Venne appeso in un angolo di parete e nessuno ci fece gran caso, in quanto uno tra tanti. Ma un giorno, in un pomeriggio di pausa festiva l'occhio venne catturato come da un invito a fermarmi un attimo. Sembrava che quei vecchi all'osteria mi parlassero approfittando del fatto che li avessi chiamati.
Sentii subito la loro calma e il loro tempo infinito. I colori erano pacati ma la pennellata senza ripensamenti.
Bastavano a se stessi. Ma mi chiedevano di condividere un attimo con loro.
Un po' se ne infischiavano di me. Ma ora che c'ero potevo anche farmi avanti.
Da allora, quando passo davanti al dipinto ( interno di osteria), sento che ho degli alleati senza riserve. Sono dalla mia parte.
Ringrazio Gian Berra per ciò che da alla gente. Lo scopo sociale di un artista è di essere sé stesso. E lui ci riesce bene: la sua arte porta con sé valori che non cambiano. Valori silenziosi, con orizzonti infiniti.

Maria Helker, collezionista.



3
Gian Berra, un post impressionista alla veneta.

D'accordo, ogni definizione è scontata e rende poco l'idea dell'universo di un artista. Ma nel caso di Gian Berra si può dire che il "sentire veneto" della realtà si è manifeatato in un periodo come l'attuale, dove l'ovvio è scaduto a favore di un mentalismo artistico ormai largamente artificiale e dialettico. Oggi ciò che l'animo dal suo profondo cerca come sfogo...è sempre più ingannato dall'illusione di ciò che si può razionalizzare, ma non più da ciò che si può ...sentire.
Gian berra non affronta neppure il problema. Lui sente ed esprime direttamente l'ovvio.
E nel farlo si diverte e gioca. E ciò da un contenuto prezioso e strega anche l'animo più smaliziato. Anche quando fa finta di non vedere.
La pittura di Gian Berra non ha tempo. E' appunto un "Totem", con un valore temporale indefinito in quanto completa ed essenziale.
L'ovvio è banale solo quando senza contenuti e ingannevole. La tecnica di Gian Berra è frutto di una esperienza più che trentennale e da un entusiasmo spontaneo e vitale. Un dono raro che non si fa pesare in quanto giocoso e autoironico con toni di nostalgia per il periodo dorato dell'infanzia. E a volte una vena di tristezza mitiga il sogno. E il pittore sembra scusarsi di averla espressa. Più veneto di così...non si può.


Rosario Trentin, critico d'arte 2004






 

 

 

 



 

 







 

 



 

 

 

 

 

 

 

 

  PREFERITI di Gian Berra: tutti i collegamenti nel Web di GIAN BERRA

            

 

 

 

   

 

Home | galleria | biografia | referenze | racconti | poesie | barocco informale | radici | sciamanesimo | totem | saggi selvaggi | madre natura

Ultimo aggiornamento:  02-03-09